Se nessuno capisce come ti chiami, cadere preda dell’insicurezza è un cumulonembo che ti segue ovunque. Al telefono, per esempio, quando mi presento a qualcuno che non mi conosce e che magari non si aspetta una mia chiamata, non fila sempre tutto liscio. «Scusi, come ha detto che si chiama? Marzia Fava?» No, ho detto Marchiafava, di nome faccio Eleonora, il cognome è Marchiafava con il ch, tutto attaccato. «Ah, benissimo signorina Fava, in cosa posso aiutarla?»
Mi sono comunque data da fare nella vita, scegliendo un lavoro al top (dell’incertezza): scrivere. Gli altri t’immaginano piena di soldi in un via vai di party alla Francis S. Fitzgerald a Cap d’Antibes, mentre in realtà sei tra i pochi a non aver sofferto il lockdown perché eri già sepolta in casa a lavorare. Ho diverse macchine da scrivere e amo i gatti: le uniche due cose che mi accomunano ai grandi scrittori. (Comunque, invidio parecchio la mia gatta Mina, che mi grazia ancor più delle sue fusa dopo che Darla, la più anziana, se n’è volata via lasciandoci un vuoto non sostituibile sulla sua poltrona preferita.)

Mi piace scrivere da quando ho imparato a scrivere. Il mio momento di gloria è stato alle elementari quando scrissi un tema sulla nebbia (cresciuta in Lomellina, terra di risaie, di risate forse e senz’altro di zanzare): immaginai che una sera di novembre la coltre lattiginosa inghiottisse i passanti da sotto i marciapiedi, senza neppure un sussurro d’umanità perduta provenire dal sottosuolo. La mia maestra (fascista: imparai presto a riconoscerli) lo fece leggere alle insegnanti delle altri classi, regalandomi (malgrado la sua ignobiltà) un’improvvisa notorietà, che poi sprecai in un’esistenza del tutto normale. Niente Cap d’Antibes, niente New Yorker.
Tuttavia, non mi sono annoiata, in quasi tre decenni di mille lavori da giornalista. Da giugno 2025 contribuisco alla comunicazione pubblica lavorando per ERSAF Lombardia, l’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste. Un patrimonio collettivo di tesori naturali e di attività produttive primarie da tutelare e valorizzare anche con le parole della scrittura declinata in funzione dei cittadini e degli operatori di settore.
Prima, per undici anni e più, ho collaborato con l’Ufficio stampa Rizzoli, Bur, Fabbri Editori, per il quale curavo newsletter e schede libro, comunicati e cartelle stampa rivolti ai colleghi giornalisti della carta stampata, del web, della radio e della tv, scrivevo articoli long form e facevo interviste scritte e video per il magazine online BooktoBook. Tra le altre, le interviste a Jeffery Deaver, genio del thriller mondiale; allo scrittore noir francese Olivier Norek, al maestro del genere Maurizio de Giovanni e a Vera Politkovskaja, la figlia di Anna Politkovskaja, da ascoltare se vi interessa andare a fondo della questione libertà di stampa (e di molte altre nella Russia di oggi).
Le mie giornate scivolano via sulla tastiera anche per tradurre dall’inglese. Gli ultimi in ordine di tempo sono i primi due volumi della nuova collana Idee, in libreria per Feltrinelli dal 13 maggio 2025: Confini di classe. Disuguaglianze, migrazione e cittadinanza nello Stato capitalista di Lea Ypi, docente di Filosofia politica alla London School of Economics e ricercatrice permanente presso il Wissenschaftskolleg di Berlino; Uguaglianza. Che cosa significa e perché è importante di Thomas Piketty e Michael J. Sandel, di cui ho curato la traduzione con l’amico e filosofo Corrado Del Bò, con il quale ho tradotto altri saggi di Michael J. Sandel e di Michael Walzer, tra i più autorevoli filosofi della politica a livello internazionale.
In libreria dal 29 ottobre 2024 per Feltrinelli, La democrazia stanca. Nuovi pericoli e possibili soluzioni per tempi difficili di Michael J. Sandel è una lettura illuminante se, come me, avete seguito il prima e il dopo delle elezioni presidenziali Usa del 5 novembre 2024. Dello stesso autore, professore a Harvard, sempre per Feltrinelli abbiamo tradotto La tirannia del merito. Perché viviamo in una società di vincitori e di perdenti, pubblicato in Italia nel 2021.
Di Michael Walzer, per Raffaello Cortina Editore nell’aprile del 2023 è uscito Che cosa significa essere liberale (nella prefazione Walzer scriveva «potrebbe essere il mio ultimo libro» e io spero proprio di no) e, nel 2018, Una politica estera per la sinistra.
C’è chi s’appassiona alla politica e c’è chi s’appassiona a molto altro. Io, per esempio, anche alla musica. Per Rizzoli Lizard ho collaborato alla cura dei testi di un libro del cuore, Pino Daniele. Access All Areas di Roberto Panucci, il fotografo ufficiale di Pino Daniele che lo ha seguito in tour negli ultimi anni di vita; è in libreria dal 5 novembre 2024 ed è denso di scatti inediti ed emozioni. Sempre per Lizard ho curato la traduzione del memoir di Brian Johnson, mitico cantante degli AC/DC che in Back in black ha raccontato la grintosa storia, molto istruttiva, commovente e divertente della sua vita.
Altra storia, altra passione questa volta per i motori, altra traduzione curata del volumone illustrato Ferrari. Nel cuore della Formula 1, monumento alle Rosse di Maranello, in libreria con Rizzoli Lizard dal maggio 2023.
Qui tra Le Penne mi concedo la lentezza del vivere. Scrivo quando posso, quando ho qualcosa da raccontare: i libri e gli autori che leggo via via, il cinema, i film e le fiction in tv e in streaming che guardo e che mi va di segnalare, i concerti (a cui punto quasi più delle vacanze), le mostre, i pochi viaggi che faccio e i luoghi che mi restano impressi, la casa molto vintage in cui vivo a mo’ di tributo all’ambiente domestico e planetario, all’arredamento e a tutti quegli accessori che aggiungono bellezza, comodità e piacere all’esistenza, mia e delle gatte, su questa terra.